L’insonnia è il disturbo del sonno più diffuso, interessando circa il 10% della popolazione mondiale. Nonostante la sua diffusione vi viene posta poca attenzione e il trattamento a cui più spesso si ricorre è di tipo farmacologico, nonostante si sia dimostrato poco efficace sul lungo termine.
La terapia di prima scelta riconosciuta dalle linee guida internazionali per l’insonnia cronica è la Terapia Cognitivo Comportamentale per l’insonnia (CBT-I), la quale prende in considerazione le componenti comportamentali, emotive e cognitive che sono alla base dell’esordio e del mantenimento nel tempo del disturbo.
La prima fase del lavoro terapeutico sull’insonnia, dopo un’attenta valutazione diagnostica e un inquadramento del caso, consiste nella psicoeducazione sui principi fisiologici di regolazione del sonno e dei ritmi circadiani dell’organismo. Per un trattamento dell’insonnia efficace è infatti indispensabile fornire ai pazienti le nozioni principali sul funzionamento del sonno e sull’impatto che le abitudini di vita possono avere sulla qualità del riposo notturno e sull’efficienza diurna. La psicoeducazione sul sonno permette al paziente di comprendere il senso e l’importanza degli interventi che verranno proposti durante il trattamento, permettendo quindi una migliore aderenza alle indicazioni che verranno via via fornite.
Le tecniche utilizzate nella seconda fase del trattamento si concentrano sulle componenti specifiche che caratterizzano il disturbo, fornendo al paziente conoscenze, strategie ed abilità specifiche per regolarizzare gli orari di sonno, gestire i pensieri disturbanti, superare la paura di non dormire e l’ansia da prestazione per il sonno, mettere in pratica gli esercizi di rilassamento e confutare le false credenze e le idee irrazionali circa il funzionamento del sonno e le conseguenze dell’insonnia.