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Supervisioni cliniche in presenza con Simone Cheli, a Firenze. Solo 10 posti.
€60,00
Esaurito
Tutti i moderni approcci alla psicoterapia evidenziano l’importanza di tecniche esperienziali, nell’aiutare il paziente non tanto “a parlare” delle cose, quanto piuttosto a “sperimentarle”. Ma per quanto tecniche quali chairwork, imagery, mindulness, role-playing e non solo siano utilizzatissime, non sempre i clinici si sentono a loro agio nel farle oppure i risultati sono diversi da quelli sperati. Simili interventi devono infatti essere coerenti con la concettualizzazione del funzionamento generale del paziente e con la micro-formulazione di quanto sta avvenendo in una specifica fase del percorso terapeutico o addirittura della singola seduta.
Nell’ambito dei disturbi di personalità queste prospettive esperienziali sono particolarmente di aiuto. Da un lato, centrali nei disturbi di personalità sono schemi e cicli interpersonali irrigiditisi nel tempo che beneficiano di tecniche come appunto chairwork, imagery e simili. Dall’altro lato, la tendenza del paziente a reiterare nella relazione col terapeuta quegli stessi schemi e cicli rende fondamentale esercitarsi non solo teoricamente ma anche praticamente. Negli ultimi anni ha preso sempre più piede l’idea delle cosiddette deliberative practices ovvero di quelle pratiche in cui ci si esercita a formulare e testare specifiche ipotesi cliniche nella relazione. L’American Psychologicological Association pubblica da alcuni anni una collana di libri esclusivamente dedicata a questa parte della formazione del clinico.
Durante queste supervisioni si cercherà di applicare in maniera integrativa una prospettiva esperienziale alla terapia dei disturbi di personalità. Particolare attenzione verrà dedicata a tre approcci terapeutici:
L’efficacia delle tecniche esperienziali discende dall’utilizzare una procedura che sia al contempo flessibile e rigorosa. Il clinico deve innanzitutto adattare la tecnica al livello di funzionamento della persona attualmente raggiunto. Deve poi targetizzare specifici meccanismi o processi che sono emersi dalla concettualizzazione condivisa e adattarli in base alla micro-formulazione di quello che il paziente sperimenta qui ed ora. Infine, un contestante monitoraggio dell’alleanza terapeutica, ovvero di aderenza a scopi, compiti e ad un livello minimo di safeness relazione, è prioritario.

Simone Cheli (PhD) è docente presso la St. John’s University di Roma, e visiting professor presso l’Università di Barcellona. È associate del board di BMC Psychology e dell’advisory board della collana Treatment that Works della Oxford University Press. È inoltre presidente di Tages Onlus e direttore del Master sulla Diagnosi e Trattamento dei Disturbi di Personalità promosso da Tages Onlus e APC-SPC. Da oltre 15 anni si occupa di disturbi di personalità e tecniche esperienziali, essendo trainer e terapeuta di Compassion Focused Therapy, Metacognitive Reflection and Insight Therapy e insegnante di Mindfulness Based Cognitive Therapy. Negli ultimi anni ha sviluppato un protocollo integrativo per i disturbi di personalità denominato Evolutionary Systems Therapy.
La supervisione è promossa da Centri Clinici Tages e Tages Onlus.
Possono iscriversi psicologi specializzandi in psicoterapia, psicoterapeuti e medici specializzandi o specializzati in psichiatria o neuropsichiatria infantile.
Le iscrizioni sono aperte fino al 11 ottobre 2023 alle ore 20, o comunque sino ad esaurimento posti.
L’evento verrà attivato con un minimo di 6 partecipanti; gli iscritti riceveranno conferma dell’attivazione.
In caso di non attivazione, è previsto un rimborso completo.
Per acquistare la supervisione:
Master 7° Edizione


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